GIOVANNI DI GRACCO

Giovanni è seduto davanti a me, è arrivato da poco assieme ai suoi due cani, non lo vedevo dalla scorsa estate. Mi guarda con i suoi vivaci occhi azzurri , il bel volto è rimasto lo stesso…gli faccio notare che è dimagrito e mi accorgo che porta il bastone. Mi racconta che questo inverno, dopo una caduta, ha subito un intervento all’anca, ma ora sta meglio, mi rassicura il fiero montanaro che non vuole essere compatito. Lui ha viste di peggio nell’arco della sua vita…”sono stato sul fronte nell’ultima guerra…ed ero giovanissimo! Poi il duro lavoro di carpentiere in Francia e Germania, sono stato uno che ha sputato sangue, per riuscire a racimolare il necessario per comperarmi la terra e poi mettere su famiglia…come ogni uomo che si rispetti”!
Orgoglioso e fiero, come tutti i montanari, lui è del ’17, quindi quest’anno ha compiuto 89 anni, ma la sua memoria non fa una grinza…chissà quante mi racconterebbe!  Mi sono accontentata di conoscere qualche pettegolezzo, tutti adorano parlare e così sono venuta a conoscenza di odi che si tramandano per generazioni e di conflitti tra vicini di casa…in fin di conti tutto il mondo è paese, quindi non mi meraviglio  per le guerre che si sono susseguite nell’arco dei secoli!Caro Giovanni, ti auguro tante scarpinate per i boschi e … di avere ancora voglia di provare invidie e gelosie, insomma ti auguro tanti anni di VITA!

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