Ricordi di Rio de Janeiro


Caro fratello ti ricordi…
delle nostre corse su per la collina, si giocava all’ombra dell’aranceto e poi via, con i girini e le anitre in riva al ruscello.
Rincorrevamo  le galline e papere divertendoci a farle starnazzare, neanche i cani riuscivano riposare …
Ti ricordi di quel vecchio e mansueto cavallo, mi faceva tanta pena, non te l’ho mai permesso di malmenare …
Tutto luminoso e splendido, rivedo i giganteschi alberi che s’innalzavano nel cielo blu.
La nostra giovane mamma, operosa nella grande casa,
ci lasciava liberi di scorrazzare, alla peggio, di sera non solo gli abiti ci doveva rattoppare

Alla domenica, papà ci portava a conoscere i dintorni, con quella vecchia Chevrolet, che dopo pochi km, ci lasciava a piedi. Papà diventava furibondo
al sabato l’aveva messa a punto …
Ma noi non ci preoccupavamo, tanto la settimana dopo, tutto si sarebbe ripetuto …
Infine una domenica, la mamma si è rifiutata, lui voleva andare lontano e lei non se la  sentiva di rientrare a piedi. Neanche noi!
Quella domenica papà è rientrato all’alba, la mamma disperata dal ritardo, lo accolse urlando che non voleva più vedere la Chevrolet, neanche in fotografia!
Auto papà
Una cosi bella automobile non ho mai più visto in tutta vita mia …

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