Tempo di rinascita…


Primavera tempo di rinascita,
ovvero, giornata dedicata alla rivalutazione del proprio ego ferito.
Punto primo: come risalire nella graduatoria delle mie priorità, che erano finite sotto le scarpe.
Risposta: prendere in considerazione l’invito di un ex e andare con lui a fare una gita fuori porta, promettendosi a vicenda di non toccare tasti dolenti.
Punto secondo: la seconda parte è molto più impegnativa, come rimanere indifferenti a sguardi languidi, parole suadenti e ricordi coinvolgenti… quando questo ex, mettendo le mani avanti, prima di entrare in auto mi dice che ama la sua vita così com’è e che non ha la minima intenzione di riallacciare la nostra “relation” ?
Punto terzo: – “Ohibò”, mi sono detta, “ qui le cose diventano complicate… intanto godiamoci la bella giornata di sole e rimaniamo in attesa degli eventi”. Cosa non facile dopo averlo sentito, prima accarezzarmi  le mani e poi con noncuranza appoggiare le mani sulla mia coscia, mentre era alla guida della sua auto. Ho sempre avuto un debole per le sensazioni procuratemi da questi incidenti di percorso!
Non vi sto ulteriormente ad annoiare con il racconto dei miei coinvolgimenti emotivi e neanche dei ricordi riaffiorati che sono stati tanti, belli e meno belli, in ugual misura. Concludendo… siamo rimasti d’accordo di rimanere in contatto, ma soprattutto di dare spazio all’inserimento di altri personaggi all’interno di questa “pièce”, nella commedia o dir si voglia tragedia, del teatro della nostra vita… nella quale siamo soltanto dei burattini retti da chi si trova molto più in alto di noi.

16-7-1
Questo è un mio scritto del 6 aprile 2007 dedicato al Venerdì Santo.
Epitaffio
… ovvero PASSIONE e MORTE di un AMORE…
è stato l’amore a trascinarmi su questa collina,
con la fronte ferita ed imperlata
dal sangue di questa corona di spine
e sempre l’amore mi ha tradito,
rinnegato, deriso, umiliato
e mi ha trapassato con la lancia il costato!
E’ stato l’amore ad inchiodarmi
mani e piedi a questa croce,
solo l’amore ora mi fa annebbiare gli occhi,
inaridire la gola,
implorare un goccio d’acqua!

Ed è l’amore a gettarmi la spugna imbevuta d’acro
che come lava rovente mi brucia le carni
inasprendo il mio tormento!
L’amore è stato il mio carceriere, il mio aguzzino…
ora l’amore è il mio assassino!
Il buio si è impossessato del giorno
e il ghiaccio delle mie membra,
oramai il mio tempo è conclamato…
AMORE amore AMORE!!!
Perché mi hai abbandonato!?

 

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