Una escursione nell’Istria slovena

L’Istria Slovena è quella rappresentata dalle cittadine di Izola-Isola, Piran-Pirano e da Portoroz – Portorose, la “Las Vegas” istriana. Quando si parla di Istria non sempre abbiamo le idee chiare, quindi per prima cosa è buono sapersi  che  l’Istria è un tratto di terra che si affaccia sul Mediterraneo e che può essere sia slovena che croata.
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La Slovenia fa parte dell’Unione europea, quindi si paga/compra con gli euro (cosa che non accade ancora nella vicina Croazia, dove vigono le kune). Vi ricordo che in Slovenia  occorre fare il famoso bollino per viaggiare sulle sue autostrade  (e i controlli sono frequenti). Noi triestini aggiriamo l’ostacolo usando le strade secondarie, ma ci vuole esperienza! Come attraversare la Slovenia senza pagare la vignetta consigli. Leggete anche: Koper-Capodistria
Birra
La prima tappa del nostro giro, che si è svolto comodamente in una giornata del dopo ferragosto è stata Izola – Isola.
Qui abbiamo mangiato in uno di quei posti in cui le mosche girano sui tavolini e pungono le braccia e gambe scoperte. La giovane cameriera che serviva ai tavoli era così carina ed efficiente che abbiamo sfidato le apparenze e ci siamo accomodati mangiando in modo soddisfacente.
16 - 2Dopo una breve passeggiata lungomare, ci siamo avviati verso Portorose- Portoroz, dove ci siamo fermati solo il tempo necessario per scattare un paio di foto.
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Il nostro intento principale era di raggiungere Pirano col bus – navetta. Quindi dopo aver trovato un parcheggio libero per l’auto, di cui non sappiamo qual santo ringraziare, siamo arrivati a Pirano.
E’ la più battuta tra le tre elencate e di conseguenza…c’è gente ovunque. Però la cosa più bella è che non c’è la possibilità perdersi nel dedalo delle sue viuzze, tanto tutte sbucano nella piazza principale, dove abbiamo preso un buon gelato.

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Il giro di questa cittadina non richiede molto tempo, diciamo giusto una mezza giornata, incluso il tempo per il gelato e uno “spriz bianco”, preso nel lungomare. Ah! Non dimenticate le scarpette per entrare in acqua perché le rocce tagliano i piedi!

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Al ritorno volevamo raggiungere San Bernardin, un’incantevole location che si trova nel tragitto, questa volta fatto a piedi, fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto.

 

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