Giornate incredibili passata tra le Fallas di Valencia

 

20170317-1Fino alla metà del XVIII secolo le Fallas erano un evento ufficioso incluso nelle celebrazioni della festa di San Giuseppe (San José) il 19 marzo. All’alba del 18 di marzo al centro di alcune vie urbane apparivano dei piccoli pagliacci appesi da finestra a finestra o piccoli palchi sopra ai quali veniva esposta “la vergogna pubblica” rappresentata da pupazzi (ninots) allusivi a qualche avvenimento o condotta o personaggio censurabile. Durante il giorno i bambini raccoglievano pezzi di legno o di altri materiali combustibili e preparavano piccoli roghi, anche questi chiamati Fallas. Tutti questi, i pagliacci, i palchi e i pupazzi venivano bruciati la notte prima di San Giuseppe. Fonte web
2017031All’inizio del 1900 il comune ufficializza Las Fallas dando il premio alla migliore della città.
Il costo economico di questi monumenti viene sostenuto da apposite organizzazioni di quartiere, denominate anch’esse falla, e gestiti da una cosiddetta Commissione Fallera. Ogni anno vengono premiate quelle che riescono a emergere per la spettacolarità, per le dimensioni o per i temi trattati. Ogni falla è tenuta a costruire due opere, la falla major e la falla infantil. Entrambe partecipano ad un distinto concorso. Inoltre, una parte della falla viene inviata alla cosiddetta Esposiciò del Ninot. Anche tra i ninot esiste una competizione, giudicata però dal pubblico di visitatori dell’esposizione che, al termine della propria visita, possono votare l’opera preferita. VIDEO –Video 
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La Cremà.
Il culmine della festa si ha nelle notti del 18 e 19 marzo. La notte del 18, denominata La nit del foc rappresenta l’apice della passione dei valenciani per gli spettacoli pirotecnici. Infatti, per le strade della città è facile imbattersi in persone che lanciano petardi o improvvisano spettacoli pirotecnici. Il tutto ha termine nella spettacolare esibizione pirotecnica che, intorno alla mezzanotte, tiene tutti i valenciani col naso all’insù per circa mezz’ora. La notte del 19 viene denominata Cremà, durante la quale tutte le fallas costruite vengono bruciate in altissimi e bellissimi falò. Viene risparmiato solo il ninot preferito dai visitatori della esposizione, che per questo viene definito “Ninot indultat” e conservato nel Museo Fallero insieme ai ninot indultati degli anni precedenti.
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L’aspetto religioso della festa non è affatto secondario. Infatti ogni anno viene reso omaggio alla Virgen de los Desamparados. Nella piazza ad essa dedicata una sfilata di donne vestite con i costumi tipici della festa dà vita alla cosiddetta Ofrenda. Durante questa manifestazione le donne offrono dei fiori alla Vergine che vengono posti su una enorme costruzione in legno fino a creare una composizione floreale che fa da mantello della Madonna. La bellissima opera resta esposta nella Plaza de la Virgen per alcuni giorni fin quando i fiori non cominciano a perdere la loro bellezza. Fonte web
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