La notte di San Lorenzo

La notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti, la notte forse più attesa dell’anno. Purtroppo a Trieste c’è cattivo tempo, ma forse domani o dopodomani… chissà che non ne veda una! Tanti auguri a tutti i Lorenzo del mondo.
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10 agosto, è anche il titolo della poesia più famosa, seppur tragica, di Giovanni Pascoli, che parla della morte del padre, Ruggero, ucciso 150 anni fa.
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

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